Category: Urbanistica

Arredare a Natale

Dicembre è tornato, e con lui anche l’atmosfera del Natale che si fa spazio più o meno pigramente. In molti hanno già cominciato a decorare la propria casa.

Si possono prendere ispirazioni da idee di tendenza del momento, resta fondamentale, a nostro avviso, utilizzare addobbi e colori che ci rappresentino e che siano in armonia con la nostra casa e con noi.

Probabilmente avrete a disposizione diverso materiale, la cosa fondamentale è scegliere con cura quello che vale la pena utilizzare senza “farsi prendere la mano” integrando, eventualmente, nuovi accessori, così come fareste nella composizione di un outfit, per un risultato che vi rappresenta completamente.

Soprattutto se avete ristrutturato la vostra casa, fondamentale è rispettare lo stile scelto, utilizzando decorazioni che appariranno come parte integrante dell’ambiente. La scelta dei colori e dello stile sono fondamentali. 

Per una casa dallo Stile Classico, possiamo optare per Addobbi Naturali e Profumati con l’introduzione di vetro, legno, uniti a stecche di cannella, pigne, arance essiccate, anice stellato, ecc., facendo attenzione a non unire più di quattro o cinque elementi. Addobbi Vintage, se si ha la possibilità di recuperare da parenti qualche addobbo in vetro “di una volta”, o prenderli in qualche mercatino, uniti a nuovi addobbi sempre in vetro o legno, facendo attenzione a mantenere l’armonia. In questo caso il rosso è un must!

Per una casa dallo Stile Contemporaneo, Shabby o Provenzale, con predominanza di bianco e legno naturale o decapato, si può optare per Addobbi Total White, per atmosfere Minimal dove è ammesso anche l’argento per effetti “Polari”. Addobbi Bohémien, per una atmosfera rilassata e armoniosa, dai colori pastello “morbidi” e naturali. Anche in questo caso, non integrare più di tre nuance (consigliati bianco e crema).  

Per una casa dallo Stile Moderno o Industrial, si può osare uno stile Kitsch con addobbi in metallo (anche fai da te), uniti ad elementi con  tonalità profonde come il nero, il verde scuro, e a punti di luce con colori brillanti come senape o fuxia. I colori a contrasto li scegliete voi, corredati sempre da lucine semplici ad esaltare il tutto. Qui, più che mai, vale la regola di non esagerare!  Altra opzione, molto in linea con questo stile, è una Installazione in Ferro a forma di abete ricoperta di lucine, da posizionare su un supporto o da appendere alla parete.

In generale, per tutti, l’albero da adottare è, secondo noi, il classico abete verde, con una deroga a quelli che sembrano innevati. L’albero, infatti, dovrà essere la base di partenza per ospitare il vostro stile come la tela per un pittore.  

Le dimensioni sono da valutare in base all’ampiezza della stanza e al posizionamento.

In alternativa al classico albero, possiamo adottare, come detto, un albero stilizzato o a parete. I materiali in questo caso saranno eterogenei, dal legno, al ferro, ad una porzione di albero, arricchiti di lucine e poco altro (conchiglie o piccoli accessori in vetro trasparente, ecc.). Si consiglia la soluzione da muro per coloro che hanno bambini piccoli, animali domestici o semplicemente come soluzione salvaspazio.

Per il resto della casa ghirlande, calze della befana, candele, e l’adozione anche di un singolo oggetto, in linea con lo stile cromatico scelto, per ogni stanza della casa. Lucine per le finestre, e un addobbo semplice per tutte le porte di casa, non solo quella di ingresso.

Questi i consigli che vi vogliamo condividere, sperando di contribuire nella creazione di feste serene e in armonia.  

Noi rimarremo operativi. Se avete intenzione di rivedere la vostra casa e nel periodo Natalizio avete tempo per parlarne, sentiamoci.

by ADStudio D’Onofrio

Se non ora…quando? Bonus Casa 2022….Coming Soon

In questo periodo stiamo incontrando una serie di persone che hanno esigenze o idee e che, al tempo stesso, si sentono insicure nel procedere a realizzarle.

Oltre all’impegno economico, che è definito in modo coerente con le proprie capacità di spesa, il rifare la propria casa implica una revisione profonda di tutto ciò che abbiamo accumulato nel tempo e che rimane incatenato a noi, anche se non più utile, adeguato, necessario. Il prendere in mano le proprie cose passate e avere il coraggio di eliminarle per fare spazio al nuovo è una attività che ci fa bene in tanti settori e sotto tanti punti di vista!

La buona notizia, che potrebbe dare un supporto pratico nel decidere di procedere, riguarda la definizione della Legge di Bilancio 2022 nella sua versione definitiva, dove dovrebbe trovar posto anche la conferma di estensione di tutti i bonus casa, della cessione del credito e dello sconto in fattura. Quindi si potrebbe estendere la possibilità di usufruire delle agevolazioni vigenti come aiuto concreto a rinnovare la propria casa.

Se sei una di quelle persone che sta rimandando da tanto (… troppo (?)) tempo… beh forse è il momento giusto per agire!

Contattaci per una consulenza e lavoriamo insieme per creare la tua casa al presente.

by ADStudio D’Onofrio

In Evoluzione…

In evoluzione… Questa la sensazione del nostro team sulla base delle esperienze degli ultimi mesi.

Di seguito alcuni esempi di Progettazione & Interior Design di cui ci stiamo occupando, relativi a case da ristrutturare per single o coppie.

Per alcuni si tratta di una nuova casa da adattare alle proprie esigenze, per altri di rivedere una parte della casa attuale riadattandola a nuove esigenze e/o a nuove tendenze.

Molto bello e stimolante entrare in contatto con le persone e le loro necessità, frutto delle loro storie di vita.

Così si delinea una sinergia che ci vede coinvolti nel supportarli nelle scelte progettuali importanti, esprimerle al meglio (in termini di vivibilità, funzionalità, colori, ma sempre in linea con i gusti del committente), renderle “visibili in anteprima” tramite un render e quindi farle diventare realtà.

Anche in ambito commerciale ci stiamo occupando della progettazione del Logo e dell’allestimento di uno studio medico polifunzionale. L’approccio, l’entusiasmo, l’esperienza e la professionalità restano le stesse.

by ADStudio D’Onofrio

Affrancazione Semplificata Asseverata

Possono attivare la procedura semplificata sia gli attuali proprietari dell’immobile sia gli ex-proprietari (non più titolari di diritti reali sul bene immobile), che abbiano necessità di sanare tale processo direttamente o perché in contenzioso o in causa con gli attuali proprietari.

La Procedura Asseverata Semplificata si può adottare per nuove istanze o per istanze già presentate in passato. In quest’ultimo caso nel modulo di domanda della procedura semplificata è necessario dichiarare di voler annullare la precedente istanza e sostituirla con quella nuova. Le due domande non possono coesistere.

L’interessato deve affidare l’incarico ad un Professionista Tecnico Abilitato che, sotto la propria personale responsabilità, redigerà apposita Relazione Tecnica Asseverata ai sensi del D.P.R. 445/2000, finalizzata a determinare il canone/corrispettivo di affrancazione rimozione del vincolo del prezzo massimo di cessione come da regolamentazione del Comune di Roma.

Il tecnico, effettuando il calcolo in maniera autonoma evita la trasmissione della pratica a Risorse per Roma quindi tempi più brevi di gestione ed evasione.

Come funziona il processo.

Il soggetto interessato che vuole aderire alla procedura di Affrancazione Semplificata contatta un tecnico di sua fiducia. Firma una lettera di incarico e fornisce tutti i documenti necessari e abilita il tecnico a procedere per suo conto.  

Una volta ultimata la procedura di calcolo, il tecnico incaricato provvede a comunicare l’importo del corrispettivo di Affrancazione al richiedente, il quale procede al pagamento, tramite il portale PagoPA. Il pagamento può essere un saldo dell’importo ma è prevista anche una rateizzazione. Vanno saldati, inoltre, i diritti di istruttoria previsti dalla Deliberazione A.C. n. 116/2018, per un importo di € 100,00 (se non precedentemente versati nella richiesta “normale” sostituita dalla “semplificata”).

Il tecnico trasmette al Comune di Roma il fascicolo completo (la relazione tecnica, la modulistica opportunamente compilata e le quietanze dei pagamenti precedentemente effettuati) tramite Posta Elettronica Certificata.

Il Comune verifica la pratica consegnata e, qualora necessario, richiedere chiarimenti e/o integrazioni al tecnico. Se tutto coerente predispone lo schema di convenzione e contatta il cittadino per la stipula dell’atto tramite documento di “Determina Dirigenziale” inviato mediante email/PEC all’indirizzo comunicato nei moduli predisposti dal tecnico.

L’interessato dovrà anche definire e comunicare (inizialmente o al ricevimento della Determina Dirigenziale) un Notaio di sua fiducia con il quale procedere per la stipula dell’atto.

Contattaci per chiarimenti e preventivi.

by ADStudio D’Onofrio

Come si è trasformato il nostro modo di vivere la casa al tempo del Covid-19.

Negli ultimi due anni, siamo “rimasti in casa” molto più tempo del normale, da sempre. Se pensiamo al lockdown totale o parziale, al coprifuoco, allo smartworking, a palestre e locali di ogni genere chiusi, tutte le nostre abitudini e dinamiche sono saltate completamente.

Ognuno di noi si è trovato a dover “spostare” attività lavorative, ludiche, conviviali all’interno della propria casa, in un contesto sociale in profonda trasformazione che sta facendo saltare schemi di coesistenza lavorativa, sociale, umana, creando un modo nuovo di vivere e di reinterpretare i propri spazi.

Questa nuova realtà ci ha portato a vivere più intensamente la nostra casa, portando in evidenza nuove esigenze e facendo riemergere progetti di ristrutturazione in attesa da chissà quanto tempo.

Numerosi studi condivisi sul web, negli ultimi mesi, mostrano un interesse da parte dei consumatori nella ricerca di mobili fai da te, soluzioni di arredo “improvvisate” da inserire nel proprio contesto abitativo.

Spesso però, non è comprando mobili che si risolve il problema e, in diversi casi, diventa necessario chiamare un professionista per risolvere tentativi di fai da te malriusciti.

Per questo motivo, ci stiamo sempre più specializzando nel ridisegnare gli spazi esistenti per fare fronte a queste nuove esigenze ma, allo stesso tempo, anche nel rispetto dei budget a disposizione dei committenti, cercando di utilizzare tutte le agevolazioni disponibili (qualora applicabili) per realizzare soluzioni su misura. Ci occupiamo anche di selezionare, riutilizzare o realizzare gli arredi più consoni alle esigenze e allo spazio a disposizione. Anche la domotica è un ambito in cui stiamo operando con ottimi risultati. 

Negi articoli che trovate all’interno della nostra pagina, condividiamo la nostra filosofia e le nostre esperienze su quelli che sono gli spazi più rivisitati. In particolare, collocare un’area fitness, un angolo bar, il proprio ufficio, riorganizzare l’ingresso o lo spazio esterno della propria casa, … Il tutto in una ottica “forzatamente social” che prevede la condivisione (a volte forzata) dei propri spazi non solo con amici e parenti, ma anche con colleghi, clienti, fornitori, compagni di scuola, grazie alle riunioni o lezioni sul web.

 

by ADStudio D’Onofrio

Come dividere una casa ovvero frazionamento di un immobile

La suddivisione di una unità immobiliare grande (frazionamento), negli ultimi anni, è sempre più frequente. I nuclei familiari moderni sono ridotti rispetto al passato, ci sono molti single, coppie o famiglie con un figlio solo. Per il proprietario di un immobile grande il frazionamento risulta conveniente sotto diversi punti di vista. Prima di tutto si riducono i costi di gestione della casa che, suddivisa in differenti unità abitative, avrà utenze distinte.

Tali unità abitative potranno essere utilizzate da diversi componenti familiari in modo autonomo, oppure affittate (creando un reddito fisso) o vendute. In questo ultimo caso, il valore del bene da vendere aumenterebbe, in quanto le unità abitative più piccole sono maggiormente richieste dal mercato immobiliare, per le ragioni di sopra evidenziate.

Anche in caso di frazionamento, essendo classificato come una manutenzione straordinaria, è possibile richiedere e usufruire del il bonus per le ristrutturazioni e, se in linea con quanto previsto dalla legge, anche dell’Ecobonus per la detrazione per il risparmio energetico. Per saperne di più vedi i nostri articoli in merito o contattaci direttamente.

Se l’unità immobiliare da frazionare è un appartamento all’interno di un condominio, si dovrà, prima di tutto, verificare il regolamento condominiale che non deve menzionare specifici divieti di frazionamento, valutando inoltre l’effettiva validità in un contesto di approvazione all’unanimità del regolamento stesso. Per quanto riguarda il calcolo dei millesimi a fronte di un frazionamento, di solito, vengono considerate le quote iniziali inerenti l’appartamento indiviso, suddivise e assegnate alle relative unità create con il frazionamento. Si consiglia di verificare con l’amministratore dello stabile la modalità da poter applicare nello specifico.

Per tutti, si dovranno rispettare le prescrizioni igienico-sanitarie vigenti nel comune di ubicazione dello stabile, oltre che valutare eventuali vincoli impiantistici e costruttivi che non renderebbero possibile o a norma il frazionamento.

Per realizzare un frazionamento si dovrà selezionare un tecnico (architetto, ingegnere, geometra), che provvederà a creare il progetto di frazionamento e a gestire le relative pratiche burocratiche. In particolare ci sarà la necessità di attivare una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori), oppure una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) nel caso di  cambio di destinazione d’uso, oppure nel caso in cui nel progetto vengano impattati elementi strutturali (es. muri portanti, travi, solai), per i quali sarà necessario redigere un progetto strutturale da depositare al Genio Civile. Una volta ultimati i lavori si dovranno aggiornare le planimetrie al catasto e al comune. La visura catastale servirà inoltre a comunicare all’agenzia delle entrate la diversa rendita su cui calcolare le tasse.

 

by ADStudio D’Onofrio

Tutto quello che c’è è da sapere quando dobbiamo demolire o costruire un muro o introdurre una porta.

Per avere una idea chiara su come comportarsi, nel rispetto delle leggi vigenti, la prima cosa da capire, in caso di variazioni strutturali (es. demolire, creare un tramezzo o una porta) è se l’intervento riguarda strutture portanti oppure no.

Nel caso in cui si dovesse operare su di un muro portante sarà necessario valutare, in modo preliminare, la dimensione delle modifiche strutturali (in caso di demolizioni) e, al tempo stesso, come rinforzare il muro per garantirne la stabilità.

Per questo motivo è fondamentale rivolgersi ad un professionista (quali architetti, ingegneri, geometri), che possa verificare la tipologia di muro interessato e definire i passi necessari da compiere a livello di valutazione e gestione del lavoro, e anche burocratico.

Nel caso si andasse ad operare su di un muro portante, ci sarà la necessità, come detto, di definire accuratamente le corrette dimensioni dell’opera muraria (nel rispetto della normativa inerente i requisiti igienico-sanitari dei locali), definire la corretta modalità per rinforzare il muro attraverso un progetto strutturale dell’intervento, sempre soggetto a deposito presso il Genio Civile, istruire le pratiche burocratiche necessarie come SCIA o CILA (a seconda del tipo di intervento) e comunicare l’avvenuto collaudo, l’aggiornamento catastale a lavori ultimati, e, contestualmente, valutare gli impatti economici dell’intera attività.

Nel caso si andasse ad operare su un muro NON portante, l’intervento sarà più snello a livello burocratico ed operativo. Non ci sarà bisogno di depositare il progetto presso il Genio Civile, di rinforzare il muro originario e non ci saranno vincoli di dimensioni, ovviamente sempre nel rispetto della normativa inerente i requisiti igienico-sanitari dei locali. Si provvederà ad istruire una CILA e comunicare l’aggiornamento catastale a lavori ultimati.

 

by ADStudio D’Onofrio

Necessità di una PERIZIA, scopri le differenze e quella che fa per te

Quando ci capita di avere la necessità di produrre una perizia, spesso non sappiamo chi è il professionista adeguato e, ancora più spesso, i costi richiesti per una “stessa tipologia di perizia” sono diversi e, inspiegabilmente, non paragonabili.

Avere una idea chiara sul significato e i contenuti richiesti, ci aiuta a valutare e a scegliere il professionista in grado di produrre la soluzione fatta su misura per noi.

Esclusivamente un professionista abilitato (ingegnere, architetto, geometra, ecc.) è titolato, a seconda dei casi, a predisporre una perizia atta ad esprime un parere, di tipo quantitativo o qualitativo, riguardante una specifica tematica.

La perizia è necessaria in molteplici contesti (normativi, contabili, legali, ecc.), per definire, in coerenza con quanto richiesto dalla legge, lo stato, la stima o la conformità in un certo contesto.

A prescindere dall’oggetto della perizia, sulla base della certificazione legale necessaria, può essere suddivisa in tre tipologie fondamentali, come di seguito descritto.

La perizia semplice, è una relazione redatta e firmata da un tecnico abilitato, che, a seguito della raccolta di dati e informazioni, redige una risposta a quanto richiesto. Non appone alcuna asseverazione (certificazione) circa il contenuto. 

La perizia asseverata, viene redatta dal tecnico abilitato, che ne assevera (certifica) la veridicità dei contenuti, la correttezza, la completezza, assumendosene la completa responsabilità.

La perizia giurata, più forte dal punto di visto legale, è anche la più delicata e “pericolosa” per il tecnico, in quanto, in caso di falsa attestazione giurata si configura il reato previsto all’art. 483 del codice penale. Il tecnico abilitato, procede a redigere la relazione, ne assevera la completezza e veridicità dei contenuti e firma il documento di fronte ad un pubblico ufficiale (notaio o cancelliere). 

Il costo per una perizia semplice, giurata o asseverata, si compone di varie voci. Partendo dal costo della perizia definito dal tecnico sulla base della complessità dell’oggetto della perizia da predisporre, va eventualmente sommata, la componente per asseverare o giurare la perizia stessa. In questi ultimi casi, come detto, il tecnico si assume una serie di responsabilità penali circa la veridicità delle sue affermazioni e la professionalità con cui ha redatto la perizia. Il rischio e la responsabilità si pagano. Anche in questo caso dipende dall’oggetto del parere. Si sommano infine anche eventuali costi di segreteria (es. marche da bollo e diritti richiesti dal Tribunale).

 

by ADStudio D’Onofrio

Cessione del credito: procedura per Ecobonus, ristrutturazione, Superbonus

Prima del 1 gennaio 2020 le spese sostenute per ristrutturare o riqualificare energeticamente la propria casa potevano essere portate in detrazione dalle tasse future in 10 anni.

Ad oggi questa possibilità è ancora in vigore. In alternativa, si può scegliere di cedere tale credito ad un istituto abilitato (una banca, poste italiane o una assicurazione), ottenendo immediatamente il risarcimento totale al netto di una commissione applicata dall’istituto che eseguirà la transazione. 

In modo preliminare è fondamentale selezionare l’istituto finanziario a cui cedere il proprio credito. La componente burocratica da dover gestire è, ad oggi, una discriminante molto importante, seguita poi dalla percentuale di commissione applicata dall’istituto stesso.

Una volta selezionato l’istituto a cui affidarsi, i vantaggi sono evidenti. Per tutti, ottenere immediatamente il rimborso che può essere utilizzato a saldo dei lavori (dando maggiore liquidità al committente). Per coloro che abitualmente versano tasse IRPEF ridotte, per i quali la detrazione non sarebbe applicabile.

Tale opzione è applicabile in caso di Superbonus per recupero del patrimonio edilizio, ottimizzazione efficienza energetica, adozione di misure antisismiche, recupero o restauro della facciata di edifici esistenti, installazione di impianti fotovoltaici, colonnine per la ricarica elettrica.

Abbiamo fatto cenno, precedentemente, alla parte burocratica da gestire. In sintesi si dovrà selezionare l’istituto e attivare una richiesta per la cessione corredata da una serie di documenti e, contestualmente, comunicare alla agenzia delle entrate la cessione. Se la domanda di cessione viene validata e approvata si riceverà, successivamente, l’intero importo rimborsabile al netto della commissione trattenuta dall’istituto operante.

 

by ADStudio D’Onofrio

Detrazioni Fiscali: Bonus Ristrutturazione

Bonus Ristrutturazioni 2021 detrazioni fiscali

Con il bonus ristrutturazioni (art. 16.bis DPR 917/86), l’Agenzia delle Entrate restituisce il 50% delle spese affrontate in detrazioni Irpef tramite la restituzione della somma scalandola dalle tasse future, applicabile nei 10 anni successivi. Dal 2020, in alternativa alla detrazione pluriennale dalle tasse, si può cedere il credito all’impresa edile o alle banche, ottenendo i soldi immediatamente.

L’importo massimo di spesa ammessa al beneficio delle detrazioni per ristrutturazione è di euro 96.000 (IVA inclusa). L’ammontare massimo della detrazione è dunque pari a 48.000 euro in 10 rate annuali (massimo 4.800 euro di detrazione all’anno).

La detrazione Irpef del 50% per le spese di ristrutturazione edilizia spetta esclusivamente a chi effettua il pagamento mediante bonifico bancario con una specifica causale. Molte banche hanno predisposto bonifici pre-compilati con la causale appropriata, contenente le informazioni necessarie, come nell’esempio riportato di seguito, “Lavori edilizi (articolo 16-bis del Dpr 917/1986) – Pagamento fattura n. ___ del___ a favore di ___ partita Iva ___, C.f. beneficiario detrazione_________”.

La detrazione spetta indistintamente in caso di prima casa o seconda casa.

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. L’agevolazione spetta a:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari (affittuari) o comodatari;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali (investimenti che l’azienda utilizza per il suo funzionamento) o merce;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali;
  • il familiare convivente, il promissario acquirente (a seguito di compromesso), il coniuge separato assegnatario dell’immobile, il componente dell’unione civile e il convivente more uxorio.

Detta detrazione fiscale per le ristrutturazioni, è concessa in caso di manutenzione ordinaria realizzate nelle parti ad uso esclusivo, come gli appartamenti, rientrano nel bonus ristrutturazione solo se realizzate contemporaneamente ad almeno un’opera di manutenzione straordinaria quali, risanamento, restauro conservativo e ristrutturazione edilizia. All’interno della manutenzione ordinaria possiamo quindi citare gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici o necessari ad integrare/mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. Alcuni esempi sono la tinteggiatura, la sostituzione della pavimentazione, il trattamento del parquet, la sostituzione dei sanitari, il rifacimento di impianti, delle finestre, delle porte etc.

In associazione a tali lavori è possibile attivare anche interventi sulle pertinenze delle case che possono essere detratte sempre al 50%. Ad esempio, la sostituzione dell’avvolgibile del garage o della cantina, ecc.

 

by ADStudio D’Onofrio